
I mercati finanziari americani, trainati dall’S&P 500 e dal Nasdaq, continuano a viaggiare stabilmente sui massimi storici. Se da un lato questa crescita prolungata ha generato performance straordinarie per gli investitori di lungo periodo, dall’altro fa sorgere una domanda spontanea e legittima: cosa succede ai miei risparmi se il mercato dovesse subire un forte drawdown (ritracciamento)?
La maggior parte degli investitori privati affronta le fasi di correzione in modo passivo: chiude gli occhi, subisce le perdite latenti e aspetta che la tempesta passi, sperando in un recupero. Chi opera a livello professionale, invece, agisce in modo opposto, implementando delle strategie di copertura finanziaria attive.
La logica scientifica per proteggere il portafoglio azionario senza necessariamente liquidare i propri titoli, prendendo spunto dall’analisi operativa presentata live sul palco di Investing Milano dal trader indipendente Nicola Para e da Riccardo Falcolini (Specialist di UniCredit One Markets), con un intervento di Pietro Di Lorenzo.
La Copertura Finanziaria come Assicurazione
Impostare una copertura di portafoglio (hedging) non significa essere pessimisti o scommettere contro il mercato. Significa, molto più semplicemente, fare ciò che facciamo ogni giorno nella vita reale: acquistare un’assicurazione.
Così come paghiamo un premio assicurativo per tutelare la nostra auto da un potenziale incidente, sui mercati finanziari è possibile destinare una piccola frazione della propria liquidità per proteggere il capitale azionario da eventi macroeconomici avversi, tensioni geopolitiche o scoppi di bolle speculative.
Il vantaggio strategico: Attivando una copertura efficace, puoi congelare temporaneamente i profitti accumulati nei periodi di massimo eccesso dei listini, mantenendo intatti i tuoi investimenti di lungo termine ed evitando l’impatto psicologico di un -20% o -30% sul conto titoli.
Come Funziona una Copertura Meccanica con i Certificati Turbo Short
Durante la conferenza a Investing Milano, gli esperti hanno mostrato come rendere questo processo matematico e privo di emotività utilizzando i Certificati Turbo Short (strumenti derivati quotati a leva variabile su Borsa Italiana).
Ma come si traduce questa strategia in cifre e passaggi pratici? Si basa su tre pilastri fondamentali:
1. Massima Efficienza del Capitale (L’Effetto Leva)
Se hai un portafoglio azionario dal valore di €300.000 interamente esposto sul Nasdaq, non hai bisogno di altri €300.000 per coprirlo. Sfruttando un certificato Turbo Short con una leva finanziaria pari a 10, ti basterà investire solo il 10% del valore del tuo portafoglio (ovvero €30.000) per ottenere una protezione totale (1 a 1). Se il mercato scende del 10%, il tuo portafoglio perde €30.000, ma la tua copertura Short ne guadagna esattamente €30.000, azzerando le perdite.
2. Lo Stop Loss Implicito (Livello di Strike)
I certificati Turbo possiedono una barriera (chiamata Strike). Se il mercato continua a salire e tocca quel livello, il certificato si azzera. Questo rappresenta il tuo “premio assicurativo”: avrai perso il capitale destinato alla copertura, ma il tuo portafoglio principale (90% del capitale) avrà continuato a guadagnare sui massimi storici, compensando ampiamente la spesa.
3. La Gestione “Meccanica” delle Uscite
Una copertura non va tenuta per sempre, altrimenti congeleresti le performance a vita. Nicola Para suggerisce una regola d’oro e meccanica per alleggerire la protezione durante una crisi:
- Ogni -5% di discesa dell’indice sottostante (es. Nasdaq), si disinveste il triplo della percentuale di copertura (il 15%).
- In alternativa, di fronte a un forte panic selling strutturale (intorno al -20% o -35%), si può valutare di liquidare l’intera copertura per incassare il profitto monetario e utilizzarlo per fare Buy the Dip (comprare a sconto) sulle azioni preferite.
Quanto Costa Davvero Proteggersi?
Un errore comune è pensare che mantenere aperta una copertura sia estremamente costoso. Nella simulazione pratica effettuata su Excel dai relatori, è emerso che combinando lo Spread Bid-Ask (il centesimo di differenza tra prezzo di acquisto e di vendita dello strumento) e i costi di finanziamento del certificato su base annua, l’impatto reale sul portafoglio è spesso inferiore all’1% complessivo. Un costo decisamente sostenibile se paragonato al rischio di subire un mercato ribassista senza difese.
Qui di seguito il link al video Completo : https://youtu.be/fNeHT_9Spa8
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